Break Dance

Il breaking meglio conosciuto come break dance, è una danza di strada sviluppata da teenager afro-americani e latino-americani nel Bronx di New York a partire dalle feste organizzate da dj Kool Herc nel 1972. Kool Herc coniò il termine b-boy e b-girl (letteralmente “breaks boy/breaks girl”) per identificare chi si scatenava nelle danze durante i breaks, assoli di percussione che venivano estesi tramite la tecnica del merry-go-round. Si tratta di una danza individuale originariamente svolta all’interno di un cerchio di persone (cypher) e composta da una parte in piedi (toprock) e una serie di movimenti a stretto contatto con il pavimento (footwork, powermove, freeze).Diffusasi a livello globale a partire dalla prima metà degli anni ottanta, insieme a writing, mcing e djing è considerata una delle discipline che compongono la cultura hip hop.
La “moda” della breakdance giunge in Italia nei primi degli anni ottanta grazie al film Flashdance e si sviluppa di pari passo con il movimento hip hop. A differenza degli Stati Uniti, in Italia il movimento si sviluppa anche grazie al sostegno dei centri sociali, in particolare a Roma (Snia e Forte Prenestino) e Bologna (Isola nel Kantiere, Livello 54), oltrMlo “stile italiano” anche all’esternonova. A partire dagli anni novanta, b-boy e b-girl iniziano a rappresentare lo “stile italiano” anche all’esterno.
Fra i b-boy/b-girl della old-school italiana ricordiamo: Massimo Colonna alias Crash Kid(1972-1997) di Roma, Maurizio “The NextOne” Cannavò di Torino, Emilio e Marcella di Genova, Davide “Kid Head” di La Spezia, Roberto “PapaB” di La Spezia, Carlo “DC Ace” di Pesaro, Scacio di Mantova, Luca “Led” Miniati di Firenze, Marco Sala di Ortona, Andrea “Tim” Di Antonio e Simone “Serio” Festelli di Roma, Eddy J, Begha, Roger, Kaze, Snorky di Savona.
Nel 1991 Maurizio ed Emilio con la crew Battle Squad vincono il Battle of the Year, e nel 1995 trionfano anche Kid Head e Crash Kid con il gruppo The Family. Fra il 1991-92 i Battle Squad si recano a New York dove “esportano” lo stile europeo e donano nuova linfa alla scena newyorkese che da alcuni anni registrava un calo numerico e qualitativo.
Luoghi storici del breaking italiano sono di fronte al Teatro Regio di Torino; il muretto a Milano; i portici di fronte al Longines in Piazza Piccapietra a Genova; Galleria Colonna a Roma. Tutti questi spazi pubblici negli anni ottanta e novanta furono il teatro degli allenamenti e dei battle delle prime generazioni di b-boy italiani, oltre ai sopracitati centri sociali.
Dopo un’inflessione che caratterizzò parte degli anni novanta, negli anni duemila la scena italiana ha registrato un forte sviluppo grazie all’auto-organizzazione di battle e festival (come B-boy Event, Hip Hop Connection e Battle of the Year Italia), a cui è seguita la nascita di numerosi corsi di danza e opportunità di lavoro nel campo degli spettacoli dal vivo, del cinema/televisione e nell’organizzazione di progetti culturali. Nel 2004 la crew Break The Funk vince il “Best Show” e si aggiudica il 4º posto al Battle Of The Year International, mentre nel 2009 Urban Forceè la prima crew italiana ad essere invitata ad un contest internazionale (l’Evolution ad Atlanta). Fra le crew italiane in attività più rappresentative a livello nazionale e internazionale ricordiamo inoltre: Bari Got Flava, De Klan, Urban Force, Banditz, Ormus Force, Fusion, Natural Force, License To Chill, Prisoners, Last Alive, Todabeat, Funkobotz, Free Stepz, Raw Muzzles, The Fameja, Gunslingerz, Funk Warriorz.